mercoledì 30 dicembre 2015

Mexican Wall: il muro della vergogna


Tijuana e San Diego sono due città confinanti, la prima fa parte del Messico e l'alta fa parte degli Stati uniti. Nel 1994, per volere di quel bontempone di Bush ha preso il via la costruzione del muro per tentare di limitare l'afflusso di messicani verso il paese dalle uova d'oro, dove venivano e vengono tutt'ora sfruttati, manodopera a basso costo, sempre molto ricercata dai padroni senza scrupoli. Un po' come accade qui con gli stranieri disperati che fanno qualsiasi cosa, per esempio lavorando nei campi per poi mandare quei due soldi alle loro famiglie nel loro paese di origine.
Su circa 3.140 km di confine, il muro è ancora incompleto, ne mancano due terzi, ma ovviamente sarà terminato, in qualche modo.
Presso le varie città confinanti il muro è di cemento ed è alto tre metri, poi abbiamo legno e metallo, filo spinato, filo elettrificato, sensori, torrette, illuminazione, telecamere, guardie di frontiera sempre in movimento, elicotteri armati e strumenti per la visione notturna.
Tutto questo non ha né limitato il numero e né scoraggiato i migranti, e come logica conseguenza tutto questo spinge le persone ad affrontare viaggi pericolosissimi dove la barriera è solo tecnicamente virtuale, dove il muro non c'è ancora, ossia  il deserto di Sonora, valicando il monte Baboquivari, in Arizona, oppure navigando il Rio Bravo, sperando di non affogare.
Questi poveri disperati devono affidarsi ai coyotes (trafficanti di clandestini, uguali agli scafisti tanto per intenderci), criminali senza scrupoli che "guidano" la gente in quei territori terribili facendosi pagare moltissimi soldi, per poi magari abbandonare le persone, che si ritrovano a dover fare i conti, oltre che con il deserto inospitale, anche con la polizia statunitense o messicana, per non parlare dei ladri che si aggirano in quella terra di nessuno pronti a rapinare chiunque senza tanti complimenti. Pagare, pagare profumatamente è sempre ben accetto sia dai coyotes, che sono in grado di fornire anche documenti falsi, che dalla polizia che chiude un occhio.
Dal 1998 al 2004, secondo i dati ufficiali, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, sono morte in totale 1.954 persone.
Per chi riesce, nonostante le difficoltà, ad arrivare nella terra promessa delle volte deve fare i conti con gli abusi della Border Patrol (la polizia di frontiera), e neanche a dirlo sono in generale le donne a subire le peggiori cose. Nel 2010, il lato statunitense del confine era pattugliato da più di 20 000 guardie di frontiera.
Obama ha fermato per ora il finanziamento per terminare circa 2000 km di muro, ma è solo questione di tempo.
La storia ci insegna che nessun confine, nessun muro ha mai fermato la gente che va in cerca di un posto migliore, eppure anche nella nostra cara Europa si costruiscono muri e si parla di ampliarli e cose del genere. Tutto questo in nome della sicurezza.
Attualmente nella campagna elettorale  degli Stati Uniti, un po' come da noi in Europa, non si fa altro che parlare dei clandestini e della loro pericolosità, soprattutto da parte dei partiti di destra o peggio di estrema destra che fanno della xnenofobia il loro cavallo di battaglia, vantandosene pure.
Pura e squallida propaganda fatta sulle spalle della gente.
Criminalizzare i disperati è oramai uno sport nazionale, questo anche a casa nostra come possiamo facilmente notare.
La povertà, la disperazione, sono cose intollerabili, così tanto che bisogna nasconderle, chiuderle fuori, invece di domandarsi come si è arrivati a questo meglio innalzare barriere, gli Stati Uniti non hanno mai fatto autocritica, il loro indottrinamento ha funzionato e si vede benissimo dal loro vomitevole patriottismo, la gente ci crede sul serio, ma non sa nulla (e nemmeno gli viene il minimo dubbio), di quanto il loro paese totalitario abbia distrutto e impoverito più di mezzo pianeta.
Anche il governo messicano ovviamente fa la sua parte. La politica è demenziale e c'è una forte e radicata corruzione un po' ovunque; insomma, per noi sarebbe come sentirsi a casa.
In genere vicino alla frontiera sono presenti molti centri di detenzione per i migranti, il governo messicano si impegna a scovare, arrestare e deportare migranti messicani e non solo, in quanto sono presenti anche molti disperati provenienti dai vari paesi del Centro-America che tentano di entrare negli Stati Uniti ad ogni costo.
La Commissione Nazionale dei Diritti Umani ha denunciato già tanti anni fa gli abusi e le torture che questi disperati, una volta acchiappati, sono costretti a subire da parte della polizia e dei militari messicani.
In ogni caso Messico e Stati Uniti ci guadagnano moltissimo con i migranti; nel 2004 i lavoratori messicani hanno spedito alle loro famiglie 20 miliardi di dollari, nel 2008 si parla di 67,5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, come ho già scritto prima, si ritrova a disposizione una manovalanza a bassissimo costo, sempre molto utile se si punta ad avere un guadagno sempre maggiore, perché nel paese del sogno americano l'importante è solamente fare soldi su soldi, al diavolo come, quello non interessa a nessuno, e perché mai dovrebbe?
Il muro della vergogna è solamente una piccola parte del lato oscuro americano, potete usare Google per vedere tutte le brutte immagini che volete, giusto per farvi un'idea.


Tra San Diego e Tijuana il muro si trasforma addirittura in una cancellata demenziale che si allunga per un po' addirittura in mare, non serve a niente, però c'è, giusto per farti capire da che parte te ne devi stare senza rompere le palle.
Le foto di questa spiaggia le ritengo personalmente una delle cose più tristi che io abbia mai visto... 








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